Il riuso degli spazi e la sfida della partecipazione: Substrato è già un modello per Varese

11.04.2017

L’ex libreria Veroni in via Robbioni, nel centro di Varese, è diventata uno spazio aperto alla cittadinanza dedicato all’arte tramite un accordo tra l’associazione Culturale Wg-Art e un privato che ha ceduto lo spazio in comodato d’uso gratuito con la sola promessa di un utilizzo per una finalità sociale.

Questa è una notizia che per il Cesvov ha un significato particolare. In autunno, infatti, siamo partiti con un programma di alta formazione sui temi di sviluppo e di innovazione sociale e di evoluzione del Terzo Settore: ibridazione tra profit e no-profit, le politiche di riuso degli spazi, i beni comuni, i nuovi stili di partecipazione e di impegno volontario.

Abbiamo invitato a Varese due esperti importanti, quali Giovanni Campagnoli, program manager e autore di “Riusiamo L’Italia” e Flaviano Zandonai, sociologo che con il suo “Imprese ibride: modelli d’innovazione sociale per rigenerare valori” ha avuto un posto nel panel dei relatori di Glocalnews, per parlare di nuovi linguaggi per una nuova economia.

 

Le associazioni, le persone e professionisti che si sono appassionati a questi temi, che ne hanno trovato una attinenza concreta con la loro attività, hanno portato a casa la lezione, e non sono mancate le attivazioni spontanee, la creazione di connessioni con la realtà locale.

 

La prima esperienza, allora, l’abbiamo inaugurata domenica, grazie alla determinazione e al dinamismo di Ileana Moretti, che con la sua WG-ART, dagli slogan è passata all’azione con il progetto, inaugurato domenica 9 aprile, che ha appunto riguardato la ex libreria Veroni e che si intitola Sub-strato.

 

C’erano tutti, domenica: i volti del volontariato, del privato sociale, delle istituzioni e dei professionisti che con gli spazi e le persone ci lavorano, gli architetti e i designer, così come i giornalisti, gli artisti, gli inseganti. Sono passati da lì vestiti dalla festa, con le magliette colorate del tempo libero ma l’attenzione pronta a cogliere in quel tappeto rosso, una chiamata alla città.

 

Essere il substrato, è il nome che i giovanissimi volontari di Wg-Art hanno scelto per esprimere il loro impegno di ore compresse a dipingere i muri e tirare cavi, per aprire sulla città una porta che mostra l’arte e la creatività dei giovani, che si attivano per esprimersi e partecipare alla definizione di una nuova identità cittadina. E grandi motivazioni sono venute a tutti i partecipanti alla tavola rotonda svoltasi durante l’inaugurazione dalle parole del maestro Morandini che ha definito questa iniziativa “una scelta di coraggio, che deve essere sostenuta”.

 

Chi a questo tavolo ha avuto spazio di confronto e di dialogo ha trovato altri ospiti d’eccezione, quali lo stesso Giovanni Campagnoli, Consulente del Cesvov sul tema del riuso degli spazi, il direttore del Cesvov Maurizio Ampollini, l’urbanista Massimo Giuliani, in rappresentanza dell’ordine degli architetti di Varese, Andrea Ciotti e  Elena Brusa Pasquè, Marco Zanini noti  e meno noti architetti e designer, uniti a Ilena non solo per professione ma anche per amicizia e simpatia. Anche gli assessori all’urbanistica e al commercio Andrea Civati e Ivana Perusin non sono voluti mancare.

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Autore Morena Tevisio